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#Intervistanelmistero: Tobia Berti

  • 3 nov 2022
  • Tempo di lettura: 4 min

Buon giovedì booklovers! Sono qui anche oggi per presentarvi uno degli autori che saranno presenti al #camponogaranelmistero di domenica 6 Novembre, perciò bando alle ciance...



Ciao Tobia, benvenuto in questo piccolo spazio per voi autori e grazie per avermi dato un po' del tuo tempo. Ti va di raccontarci un po’ di te?


"Classe 1976, cresco a pane e cinema (ho visto il mio primo film - Bambi - al cinema a neanche 3 anni compiuti e da quel momento ho cominciato a essere totalmente dipendente dalle storie, principalmente su grande schermo e in tv). Ho frequentato a Venezia sia il Liceo Artistico che l'Accademia di Belle arti e per i primi anni mi sono occupato principalmente di scultura partecipando a mostre e simposi internazionali fino al 2002 circa, quando poi ho cominciato a lavorare nel campo del design e della comunicazione visiva. Da lì in poi, mi sono specializzato nella fotografia, nell'immagine coordinata, nella sceneggiatura e nella regia di cortometraggi e video musicali. La passione per la scrittura è venuta in seguito."



Da piccolissima anch'io pensavo avrei seguito una carriera artistica, almeno a scuola, ma poi ho scoperto che non ho molto la vena dell'artista e ho lasciato perdere 🤣 Anche se continuo ad amare le opere d'arte in ogni loro forma. L'ultima arrivata tra le tue passioni è stata la scrittura, ma cos’è per te la scrittura? E da dove nasce la tua passione?


"La scrittura per me è un linguaggio espressivo, a cui non riesco più a rinunciare. Non sono mai stato un "appassionato di libri", o meglio, avendo frequentato scuole dove riuscivo a esprimermi principalmente attraverso il disegno, la pittura o la scultura, non amavo le materie legate alla letteratura e alla narrativa, le affrontavo come "un obbligo" che toglieva del tempo alle altre discipline, quindi non ho mai interpretato la lettura - e di conseguenza anche la scrittura - come un piacere. Ho riscoperto tutto soltanto pochi anni fa, vorrei avere molto più tempo da poter dedicare alla lettura, per recuperare tutto il terreno perduto ma anche per poter imparare linguaggi narrativi diversi e vivere esperienze ed emozioni nuove. "


Io ero l'opposto di te: potevi darmi un libro qualsiasi da leggere lo divoravo, o anche qualsiasi autore della letteratura da studiare, ma se mi davi materie artistiche o scientifiche il mio cervello aveva - ed ha tutt'ora - dei blackout pazzeschi. Sono certa che hai tutto il tempo che ti necessita per poter recuperare un po' del terreno perduto ed imparare tantissimo.

Ma parlaci di “Linee parallele”: dove hai tratto spunto per questo tuo romanzo? E qual è un buon motivo per leggerlo?



"Il soggetto di "Linee parallele" nasce ufficialmente nel 2019, da lì in poi ho lavorato intensamente allo sviluppo in ogni momento a disposizione. Anche se "Linee parallele" nasce inizialmente come sceneggiatura per un film, con la pandemia e il lockdown si è presentata l'occasione di approfondire la storia attraverso un linguaggio per me nuovo, molto più profondo dal punto di vista emozionale rispetto alla sceneggiatura cinematografica che, al contrario, è uno strumento prettamente tecnico. Così mi sono cimentato per la prima volta nella scrittura romanzata. L'ispirazione mi è venuta allo stesso modo in cui mi vengono tutte, ovvero attraverso un "semplice" impulso creativo. Successivamente, attraverso lo sviluppo ho capito che quell'idea era dentro di me da molto tempo, vestita da quello che potrebbe essere chiamato "trauma non ancora del tutto risolto". La tematica principale che ho voluto affrontare è l'eutanasia, ma l'ho fatto partendo da un altro punto di vista, anche attraverso degli elementi di fantasia, che mi hanno permesso di parlarne senza retorica e in modo mai scontato, facendo sì che il lettore arrivi a pensare liberamente con la propria testa e con il proprio cuore. È un romanzo che parla di donne e lo fa in modo profondo e sincero. Parla di amore incondizionato e di empatia, sentimenti - ahimè - sempre più rari. La storia si evolve in un modo inaspettato, attraverso colpi di scena, emozioni forti e visioni incantate. Credo che questi siano alcuni buoni motivi che possano invogliare a leggerlo."



Sicuramente i tuoi buoni motivi hanno invogliato me a leggerlo quanto prima, ma soprattutto la curiosità di vedere come hai trattato un tema così importante e come hai fatto sì che il lettore potesse avere un pensiero libero e suo senza condizionamenti.

Ma direi di parlare del motivo per cui siamo venuti in contatto: cosa ti aspetti da #camponogaranelmistero? Cosa ti ha convinto a partecipare?


"Mi aspetto di trovare nuovi stimoli e nuove sensazioni, di conoscere altri autori, ma soprattutto di imparare qualcosa da loro. Mi ha convito a partecipare la passione e l'entusiasmo con cui Kety Franzolin ha saputo coinvolgere tutti fin da subito, creando i presupposti per una bellissima giornata all'insegna dell'arte e della cultura, ma soprattutto all'insegna del mistero!"



Kety è, secondo me, una forza della natura e un uragano di idee e sono sempre più felice che mi abbia voluta coinvolgere in questo festival che si sta rivelando sempre più meraviglioso. Direi che però è ora di finire la tortura: lasciaci una frase, raccontaci un aneddoto, un libro o qualsiasi cosa ti rappresenti al meglio.



"Questa è forse la domanda più difficile a cui rispondere. Posso solo dire che l'aforisma "la semplicità è il concetto più difficile da interpretare" è una frase che faccio mia nel lavoro di tutti i giorni, quindi è probabilmente questa filosofia di pensiero la cosa che mi rappresenta al meglio. Grazie!"



Semplice non vuol dire banale, anzi! Sono io che ringrazio te, Tobia, per aver partecipato al festival e a questa breve intervista. E ti ringrazio anche per la copia del libro che sono curiosissima di leggere quanto prima.


Ricordo, invece, a voi lettori di seguire l'hashtag #camponogaranelmistero per non perdervi nulla di questo evento e, se siete in zona, passate a trovarci domenica 6 Novembre dalle 15.00 alle 19.00 a Camponogara (VE) ci saranno davvero tante belle cose per grandi e piccini.

 
 
 

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