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Review time: Le cronache della lunga strada. L'equilibrio del tutto

  • 31 gen 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

Buon martedì booklovers! Finalmente torno su questi schermi con una recensione a cui tengo un sacco, infatti oggi voglio parlarvi di una collaborazione con un'autrice strepitosa e dalle mille qualità, perciò bando alle ciance...


Le cronache della lunga strada. L'equilibrio del tutto di Phedre Banshee



Trama: “Mi chiamo Nìgariel Gardell, sono stato uno scienziato, un soldato, un amico, un traditore, uno sciocco. Aggiungerei anche pazzo, ma quello lo sono tutt’ora.Ho amato, con tutte le mie forze, ma raramente l’amore è sufficiente. Ho visto il meglio e il peggio di ogni Razza dell’Ombra, ho visto le favole prendere vita, ho ingannato il tempo per assistere ad avvenimenti che giudicavo impossibili, e ora voglio raccontarveli.”


Dopo un’ibernazione di quasi cento anni, Nìgariel si risveglia in un mondo profondamente cambiato, dove gli Umani hanno perso il predominio e i Maghi, gli Elfi e i Nani possono finalmente vivere alla luce del sole. La Guerra dell’Ombra contro gli alieni Korg è alle porte e Nìgariel per sopravvivere dovrà trovare il suo posto e scendere a compromessi con i suoi lati più oscuri, che prenderanno sempre più di spazio.


“Affinché possiate capire, bisogna partire dal principio.Tutto è iniziato con una morte. Se vi hanno detto che la morte non è un inizio, credetemi, vi hanno mentito.”


Nìgariel è uno scienziato che dopo un’ibernazione di circa cento anni si risveglia in un mondo che non conosce: i Maghi, i Nani e gli Elfi vivono liberi mentre gli Umani hanno perso il loro predominio. Dovrà ricominciare da zero, conoscere il mondo e sé stesso, sarà nuovamente alla ricerca del suo ruolo e dovrà scendere a compromessi con i suoi lati oscuri che spingono per avere spazio. Scoprirà di non essere più lo stesso che ricordava di essere e dovrà iniziare a fare i conti con i sentimenti e con altri aspetti irrazionali a cui, da scienziato qual è sempre stato, non ha mai dato spazio.

Riuscirà a riadattarsi e ad assumere il suo ruolo nell’imminente guerra con gli alieni Korg?

A voi l’ardua sentenza, ma state pronti a tutto!


Io, però, posso dirvi che la scrittura di Phedre è ipnotica e vi risucchierà nelle sue pagine da cui vi staccherete a fatica. Ha uno stile descrittivo ricco di dettagli ed emozioni che renderà possibile immaginare ogni singolo angolo di questa terra nuova e sconosciuta, ogni popolo che la abita e ogni potere che la regola.


Un medico, uno scienziato e un insegnante, ci schernì la vocina. Con armi scariche e una katana. Sembrate una barzelletta.


L’ambientazione vi risulterà familiare nonostante non vi sia nulla della Terra così come la conosciamo; i viaggi attraverso i portali magici saranno così ben inseriti nel contesto da non accorgersi che, in realtà, non sono un modo consueto di viaggiare. Inoltre, ogni passaggio della storia sarà narrato in modo così dettagliato e particolareggiato da poter distinguere la Terra prima e dopo l’ibernazione di Nìgariel (punto che fa un po’ da sparti acque nella storia). Oltretutto, l’ansia che alcune scene ricreano vi sembrerà reale al punto di pensare che la stiate vivendo voi stessi anziché leggerla: ogni emozione/scena sarà da voi percepita come reale e non immaginaria – anche quelle scene in cui c’è magia e le creature delle favole prendono vita – .


<<Non commettere mai l'errore di vedere la Magia come qualcosa di romantico o spirituale. Ha un'origine e una spiegazione, come tutto. >>


I personaggi sono complessi e ben caratterizzati al punto da sembrare più umani degli Umani stessi e hanno molto più carattere di alcuni esseri umani: non troverete un solo protagonista lasciato in disparte o meno curato perché non principale. Non ci si concentrerà solo sulla conoscenza di Nìgariel – per altro il protagonista principale grazie al quale veniamo a conoscenza dell’intera trama – ma conosceremo anche Dehrit, Alkon, Sezena, Lehìron ecc : ognuno di loro avrà un ruolo nella storia e noi potremo entrare in contatto con i loro pensieri più profondi, i loro timori e i loro lati più oscuri, nonché comprenderne e – alcune volte – anticiparne le scelte e i comportamenti (alcuni li ameremo, altri li odieremo, di alcuni cambieremo idea spesso, ma per tutti avremo una sorta di simpatia).


Attraverso “Le cronache della lunga strada. L’equilibrio del tutto” entriamo anche in contatto con oggetti, concetti e sentimenti che per noi oggi sono così comuni e normali da risultare quasi scontati, ma nel corso della storia ne riscopriremo l’importanza a volte fondamentale: un esempio molto ricorrente è la musica, che per noi oggi è una cosa all’ordine del giorno e quasi non ci facciamo caso se c’è o meno, ma nel Regno dei Maghi sentire musica crea paura in quanto non sono abituati a sentirla ed è qualcosa per loro sconosciuto. Leggendo ho capito quanto le piccole cose di tutti i giorni siano fondamentali e più importanti dei gesti eclatanti.


Le persone sentono sempre il bisogno di parlare, di imprimere qualcosa nel momento, per non farlo andare sprecato o per far sì che non venga dimenticato. Eppure ciò che ricordo meglio di lei, sono i nostri silenzi.


Un tocco di classe, secondo il mio modesto parere, sono gli spezzoni a inizio di ogni capitolo tratti da altri libri che spiegano la storia e le leggi delle Razze dell’Ombra, piuttosto che alcune lettere scritte da studenti maghi alle famiglie o articoli di giornale che sono stati inseriti e pensati al fine di aiutare il lettore nella comprensione della storia e per portarlo a conoscere personaggi del passato ancora importanti nel presente. Sono estratti così ben scritti e funzionali che ho paventato all’autrice l’ipotesi di creare dei veri e proprio libri che li contengano in una sorta di approfondimento di quello che è il mondo da lei creato, chissà che questo mio desiderio non possa un giorno essere esaudito.


Prima di finire voglio dirvi un’ultima cosa: state pronti al finale super aperto e con gli ultimi colpi di scena di questo primo meraviglioso volume della serie – non crederete a quello che leggerete e pregherete di poter avere il secondo volume quanto prima – .


<< I sentimenti di uno sono poca cosa, rispetto al bene di tante altre persone.>>


Detto questo non posso che consigliarvi la lettura di questo piccolo capolavoro emettere fretta a Phedre per avere il secondo volume.


Voto: ⭐⭐⭐⭐,5/5

 
 
 

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